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Lucca
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Abbraccia l'Acquedotto del Nottolini

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Di cosa si tratta

L'acquedotto del Nottolini è un acquedotto di stile neoclassico situato a Lucca e realizzato dall'architetto lucchese Lorenzo Nottolini che ancora oggi rappresenta un bellissimo e simbolico collegamento tra il capoluogo e il territorio. Oggi l'acquedotto è ancora architettonicamente integro (salvo nel tratto attraversato dall'autostrada A11), ma non è più utilizzato come mezzo di approvvigionamento idrico. La sua attuale salvaguardia è volta a preservare lo straordinario valore architettonico e artistico, che quest'opera riveste a livello nazionale. 

Un po' di storia

La previsione di un acquedotto a servizio della città rimase accantonata per secoli. L’esigenza di approvvigionare Lucca con acqua di alta qualità fu fortemente avvertita nei primi decenni del XVIII secolo, anche in considerazione del fatto che in città, chi poteva, faceva la scorta di acqua di sorgente per usi alimentari.

La grande opera dell’Acquedotto ebbe inizio il 31 ottobre del 1822 secondo un’idea progettuale tesa alla funzionalità della struttura, ma anche attenta al suo inserimento nel paesaggio. Il prelievo delle acque, seguendo le scelte precedenti, fu mantenuto a Guamo, dalle sorgenti alle pendici del complesso montuoso del Serra. Per proteggere la purezza delle acque sorgive, Nottolini e i suoi collaboratori decisero la copertura delle sorgenti con manufatti in muratura, ai quali si accede, per le ispezioni, da stretti cunicoli anch’essi in muratura, a protezione dei condotti da cui scende in basso «l’acqua di polla».

Il modello dell’acquedotto romano, peraltro già realizzato sul versante opposto del monte, agli inizi del XVII secolo a servizio della città di Pisa, per volontà di Ferdinando I dei Medici, tornava a vivere con un significativo elemento di novità. Il fatto nuovo fu aver progettato in modo netto due raccolte diverse di acque: quella delle “polle” per l’alimentazione umana («le acque di utilità») e quella di acqua più grezza dei due rii, per alimentare le fontane monumentali che dovevano decorare la città («le acque del lusso»). Aver fermato l’acquedotto nella zona delle Tagliate di San Concordio, prima della spianata dei prati antistanti le Mura Urbane, fu un «altro bellissimo accorgimento dell’architetto per non interrompere la bella vista della fortezza».

Ma l’acquedotto doveva conoscere affronti rilevanti nella sua storia successiva. Nel 1933 infatti per la costruzione dell’Autostrada Firenze- Mare, furono demoliti due archi e il pilastro che li sorreggeva. Il passaggio delle acque fu comunque mantenuto grazie alla costruzione di un arco ribassato che collegava i due tagli. Ma la presenza dell’autostrada fu causa di altri danni, perché nel 1944 i tedeschi la minarono proprio nei pressi dell’acquedotto con altri danni alla struttura. E ancora, nel 1961 il guasto definitivo per il raddoppio della Firenze-Mare. Sia i fatti della guerra che il raddoppio dell’Autostrada, modificarono irreversibilmente l’impianto costruttivo dell’acquedotto, che non è più una struttura unica.

Lorenzo Nottolini, un genio dell'architettura

Lorenzo Nottolini è stato un architetto e ingegnere italiano. Attivo soprattutto a Lucca, è noto per i suoi lavori nel campo della regimazione idrica. A lui si deve inoltre lo stato attuale della celebratissima piazza dell'Anfiteatro, tra le più frequentate attrazioni turistiche di Lucca. L’architetto si occupò dell’Acquedotto fino al 1851, l’anno della sua scomparsa, soprattutto con interventi di manutenzione e per l’allargamento della rete idrica in città, oltre che per la progettazione e la realizzazione della fontana di Piazza Antelminelli – sicuramente la più bella nel contesto urbano – e della fontana di Piazza San Salvatore. 

L'architetto può essere accostato alle grandi personalità del Rinascimento per l’ampiezza e la versatilità della sua preparazione, che gli consentivano di rivolgersi contemporanea mente all’urbanistica, alla definizione degli spazi urbani, all’ingegneria, all’idraulica, all’architettura.

L'obiettivo della raccolta fondi

Far tornare a una nuova vita il Tempietto di San Concordio, punto di arrivo, poco distante dalle Mura urbane, del maestoso acquedotto che Lorenzo Nottolini progettò e fece costruire per portare alla città di Lucca le pregiate acque di Guamo.

L'intervento di restauro prevede lavori di ripristino delle strutture sia nella parte elevata del tempio, sia nel colonnato esterno e si propone come un primo passo per un progetto molto più ampio di risanamento dell’intero percorso che congiunge il centro storico di Lucca alle Parole d’oro, valorizzando così i ‘cammini’ che dalla città si rivolgono alla Piana e, in particolare, alla zona del Sottomonte.  Non solo interventi strutturali, ma soprattutto una capillare cura dei dettagli: dal ripristino della pavimentazione in cotto della terrazza al recupero delle piccole volte, dal restauro della porta lignea, fino a quello dei bacili esterni posti sotto le finestre e della vasca superiore. Il tutto per riportare alla luce la solennità e l’eleganza di un’architettura che unisce la raffinatezza dell’aspetto alla concretezza del suo utilizzo, di cui per secoli hanno beneficiato generazioni di Lucchesi.

Come contribuire

Sarà possibile contribuire alla raccolta fondi nelle seguenti modalità:

  • Donazione online su questa pagina.
  • Donazione in punti o denaro alle casse dei supermercati Coop.fi (Unicoop Firenze raddoppierà quanto raccolto alle casse).
  • Tramite bonifico sul cc bancario IT 52 I 01030 02800 000063330513 – Banca Monte dei Paschi di Siena – intestato a Unicoop Firenze sc. Per una corretta rilevazione contabile è opportuno specificare nella causale: "Abbraccia l'acquedotto del Nottolini".
  • Partecipando alle iniziative che saranno organizzate sul territorio.

Chi c'è dietro al progetto

La campagna di crowdfunding è sostenuta da Unicoop Firenze e dal Comune di Lucca.

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Un progetto a cura di

Unicoop Firenze

Da sempre, nel corso della sua lunga storia, Unicoop Firenze sostiene progetti e iniziative volte alla valorizzazione del territorio in cui opera, ascoltando le istanze dell'intero tessuto sociale.

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